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RELAZIONI & FIDUCIA

Servizi professionali - PinoManagement.it
Ancora veri ed unici fattori di trasformazione e crescita aziendale

Innovazione, globalizzazione, competizione, tecnologia: ormai termini di confronto quotidiano ed irrinunciabili. Diversamente, molti sostengono, si è tagliati fuori a priori. Ma è veramente così? O, meglio: cosa sta realmente accadendo, dove stiamo andando? Domande, sacrosante, che tutti ci poniamo a vario titolo; anche chi, forse, non proprio direttamente coinvolto o interessato in prima persona. Magari perché è solo un semplice fruitore di servizi o passivo osservatore che poco può incidere su dinamiche sovrastanti. Cambiamenti e velocità, volenti o nolenti, sono ormai paradigmi costanti della contemporaneità (il mondo, poi non molto tempo fa, andava molto più lento) e sempre alla ricerca di risposte nuove e che devi per forza dare! Puoi esimerti, ma esci immediatamente dal sistema, ancora prima che dal mercato; che magari con tanta cura e pazienza ti sei creato, costruito, coltivato, fidelizzato (termine quest’ultimo tanto caro a chi sa quanto vale in termini di “patrimonio aziendale” un cliente; piccolo o grande che sia). Proprio per questo, garantire relazioni stabili e durature, in contesti socio e macroeconomici connotati da una iperbolica dinamicità, quasi portata all’esasperazione, diventano temi caldi per chi fa impresa oggi; figuriamoci domani! Difficile, però, poter dare risposte univoche ed irrevocabili, tanta è la volatilità delle tematiche ed argomentazioni che non si lasciano facilmente incasellare, inserire in un contesto preciso (storico, politico, economico) senza non dovere fare i conti con repentini aggiustamenti. Tanto è magmatica, eruttiva ed infuocata la materia. Così, mentre il mondo sembra correre velocemente come un’autovettura impazzita, dove il conducente nemmeno lui sa bene dove e quale meta raggiungere, fermarsi un attimo a riflettere -spesso e volentieri- potrebbe essere un esercizio più che utile; forse indispensabile.

Perché, allora, non rispolverare e riprendere vecchi arnesi del mestiere? Valutazioni, dinamiche ed aspetti del mercato che, forse, con facilità e superficialità abbiamo riposto nel cassetto se non -nel segno della modernità e ultramodernità– persino alienato? Quasi che, se qualcuno ci trovasse ancora ad armeggiare con tali strumenti, ci potesse additare come dei retrogradi, se non addirittura rimasti ancorati all’età della pietra? Spesso, in questi frangenti, fermarsi un attimo a riflettere, aiuta a ritrovare maggiore concretezza (che già di suo non guasta mai ed è sempre apprezzabile) e, soprattutto, a non perdersi in una giungla dalla quale difficilmente si riuscirà ad uscire, ritrovare la giusta direzione o, perlomeno, la strada persa. Ed ecco che due paroline chiave, ormai molto in disuso, torneranno a fare la differenza: relazioni e fiducia. Perché non si comprende ancora bene, come mai, sono finite nel dimenticatoio, sacrificate sull’altare di una ipertecnologia che tutto massifica, tutto rende scontato (anche quando non è così) tutto spesso banalizza perché non servono più. Un esempio? Per una qualsiasi piattaforma di acquisti online, le relazioni diventano meramente percentuali di accesso e visibilità, la fiducia un indice di gradimento di un servizio o di un prodotto. Concetti totalmente stravolti nella loro vera radice interpretativa, sulla quale si sono costruite aziende; ancora prima che business e fatturati. Senza volere fare i conti che, su relazioni e fiducia, si genera reputazione! Saper diffondere pratiche di relazioni sicuramente consolida posizioni sui mercati: perché ampliano la platea dell’offerta e della proposta, della domanda e della richiesta. La fiducia, invece, fonda radici su solide basi di robuste competenze, professionalità e non simpatia. Sbaglia, infatti, chi la confina ad un puro aspetto emozionale: molti manuali di management, anche recenti, andrebbero smontati e rimontati. La fiducia può ancora ben rappresentare quella “stretta di mano” forte e vigorosa di un tempo che sanciva i migliori affari, guardandosi anche in viso e negli occhi. La tecnologia ha reso tutto più anonimo, astratto, intangibile; talvolta anche più rischioso e, nei peggiori dei casi, beffardo.

Continuare a considerare ormai irrilevanti questi aspetti, “roba del passato” in virtù di una modernità infarcita unicamente di big data ed intelligenza artificiale, spesso può condurre su strade impervie, piene di problematicità, mancanza di concretezza: soprattutto quando quel supporto al raggiungimento di obiettivi e performance tarda (o addirittura non arriva) spesso a fronte anche d’investimenti importanti. L’automazione, senza la prevalenza della componente umana ed affidata unicamente alle “macchine”, non ha mai prodotto grandi risultati. Ricordiamocelo bene! Continuiamo, quindi, ancora a trattare con i clienti utilizzando anche strumenti tradizionali (e non vecchi) quando proponiamo servizi o prodotti. Forse (ma non ne sono del tutto certo) andremo a passo più lento e meno veloce, forse (e non ne sono altrettanto del tutto certo) cambieremo più lentamente. Ma non è altrettanto detto che non raggiungeremo traguardi ed obiettivi più velocemente e con maggiori cambiamenti!

 

      Giuseppe Pino, Owner & Founder Pino Management & Partners

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