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RUGGERO SINTONI: “Teatro, ragione di vita”

Le nostre interviste al tempo del coronavirus

Ruggero Sintoni nasce a Faenza (RA) nel 1955. Dopo un’importante esperienza artistica con il “Living Theatre” di Julian Beck e Judith Malina, frequenta l’Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna, conseguendone il diploma nel 1981. L’anno successivo diventa socio fondatore della compagnia Accademia Perduta di cui Sintoni è, tuttora, Presidente. Per Accademia Perduta è condirettore artistico di una “rete” di Teatri in Romagna (Masini di Faenza, Goldoni di Bagnacavallo, Il Piccolo di Forlì, Dragoni di Meldola, Comunale di Cervia) e di varie rassegne estive in provincia di Ravenna, insieme all’attore/regista Claudio Casadio. Nel 1993 e 1997 progetta e realizza l’iniziativa Teatri per la verità, rassegne di spettacoli i cui incassi sono stati interamente devoluti all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica. L’impegno e il coinvolgimento di Ruggero Sintoni in questa causa continua negli anni, prima con la produzione nell’ambito di Bologna 2000 Capitale Europea della Cultura di I-tigi Canto per Ustica con Marco Paolini ed il Quartetto Vocale Giovanna Marini, poi con la fondazione nel 2003, assieme all’Ass.ne Scenario e all’Ass.ne dei parenti delle vittime della strage di Ustica del “Premio Ustica per il Teatro di impegno civile e sociale”, del quale è anche membro della Giuria. Nel 1994/95 frequenta il “master” per la “Gestione delle Attività Artistiche e Culturali” della S.D.A-Università L.Bocconi di Milano. Dal 1998 è chiamato come docente in corsi di formazione professionale presso alcune delle più prestigiose Università italiane quali il D.A.M.S. di Bologna e Bocconi di Milano. Nel 2004 viene eletto Presidente dell’Associazione delle Imprese dello Spettacolo dal vivo (musica, teatro, danza) dell’AGIS Emilia-Romagna. Ancora nel 2004 progetta e realizza, insieme ad Alessandro Serena, un’inedita ed innovativa forma di circo/teatro nelle piazze: spettacoli in cui acrobati provenienti da tutto il mondo interagiscono con monumenti e palazzi. Il progetto si concretizza con le due edizioni de La notte delle Creature in Piazza del Popolo a Ravenna e con La Compagnia di Icaro in Piazza Saffi a Forlì. Nell’estate del 2006 produce e porta in tournée nelle più belle Pievi romagnole La Passione di Mario Luzi, spettacolo diretto da Velia Mantegazza. Nel 2005 collabora con il musicologo e critico musicale Luigi Pestalozza in occasione del Festival “Incontri con le Musiche”. Tale collaborazione proseguirà per tutte le successive edizioni del Festival, fino al 2008. Nell’ottobre del 2006 diventa membro dell’Esecutivo Nazionale dell’A.N.T.A.C., Associazione Nazionale dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea dell’AGIS. Nel 2007, in collaborazione con l’Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica, Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Orchestra Sinfonica “A.Toscanini”, progetta e produce Ultimo volo – Orazione Civile per Ustica, opera di teatro musicale di Pippo Pollina che debutta il 27 giugno al Teatro Manzoni di Bologna in occasione del 27° anniversario della strage di Ustica. Dallo stesso anno realizza in collaborazione con Alessandro Serena per il Comune di Bagnacavallo, Il Circo della Pace, un progetto di straordinaria valenza artistica, culturale e sociale (che va in scena durante tutto l’arco delle festività natalizie in Piazza della Libertà a Bagnacavallo) coinvolgendo, in modo corale, l’intera città. Nel maggio 2008, in occasione del FAC – Festival Arte Contemporanea di Faenza (RA), produce l’anteprima dell’architectural visual show Natività a Faenza, un teaser che prelude alla produzione di un presepe multimediale proiettato sul Teatro Masini di Faenza durante le festività natalizie 2008/09. Natività a Faenza è stato invitato, nel febbraio 2009, a DivinaMente New York (USA) e, nell’aprile 2009, a DivinaMente Roma, secondo Festival Internazionale della Spiritualità. Per la 52°, 53° e 54° edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto (2009, 2010 e 2011) ha ideato l’Antologica di Teatro per Ragazzi che comprende le più importanti produzioni di Accademia Perduta replicate per tutta la durata del Festival. Insieme a RosettaFilm ha poi co-prodotto due documentari-mediometraggi diretti da Roberta Torre: Itiburtinoterzo e La notte quando è morto Pasolini che hanno il loro debutto internazionale alla 62° edizione del prestigioso Film Festival di Locarno nell’agosto del 2009. Nel settembre 2009 viene eletto nuovamente Presidente per lo “Spettacolo dal Vivo” (musica, prosa, danza) dell’AGIS Emilia-Romagna. Nel dicembre 2009 progetta e realizza per l’inaugurazione del Teatro di San Leo a Pietracuta la rassegna “Un Teatro per i ragazzi”. Nell’aprile del 2010 viene nominato componente del Comitato Scientifico per il festival “Alchimialchimie” di San Leo (RN). Nell’ottobre del 2010 progetta e avvia, assieme ai Comuni di San Leo, Novafeltria, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, Verucchio, con i contributi della Provincia di Rimini e Regione E.R. la Rete dei Teatri della Valmarecchia, innovativo esperimento di “rete” che salvaguarda e tutela le singole realtà teatrali, aggiungendo ad esse l’esperienza di Accademia Perduta/Romagna Teatri. Nel 2011 progetta la quinta edizione de “Il Circo della Pace” di Bagnacavallo che unisce nel progetto “Homeless” Circo & Dintorni e le Fondazioni Ocelot (Polonia) e Circo di Stato (Ungheria). Il progetto è stato presentato alla Commissione CEE, risultando 4° su 561 con un punteggio di 96/100. Sarà pertanto finanziato nell’ambito del Programma Quadro dell’Unione Europea Cultura 2007/2013. Nel maggio 2012, insieme a Claudio Casadio, Lorenzo Bazzocchi (Masque Teatro) e Claudio Angelini (Città di Ebla), vince il bando triennale del Comune di Forlì per l’affidamento dell’incarico della direzione artistica del Teatro “Diego Fabbri” di Forlì. Nell’estate del 2012 è ideatore dell’evento speciale “La Rotta del Sale” che, in occasione delle celebrazioni per il Centenario di Milano Marittima, propone tre giorni di spettacoli, visual show e grandi installazioni luminose alla Darsena di Cervia, come “cornice” alla rievocazione storica della partenza della flotta navale che ripercorre le antiche vie del commercio del sale, da Cervia a Venezia. Nel giugno del 2013 è tra i soci fondatori di Assoteatro, associazione nata con l’intento di promuovere lo sviluppo dello spettacolo dal vivo nel rispetto della funzione pubblica e favorire la libertà di espressione artistica e la diffusione della cultura teatrale, quale insostituibile valore sociale nell’interesse della collettività e del bene comune. Nell’autunno del 2013 collabora con il Comune di Faenza per il restauro e la riapertura del Ridotto del Teatro Masini, organizzando inoltre quattro settimane di Manifestazioni Inaugurali (eventi di teatro, musica, danza, video-arte, letteratura, moda, incontri e visite guidate) per la “restituzione” di questo prestigioso spazio alla città. Nell’aprile del 2014 è Docente SDA Bocconi Milano: “Le Istituzioni Culturali in Italia: assetti e gestione” per il Ministero della Cultura e i Direttori delle principali Istituzioni museali e teatrali della Federazione Russa. Nel 2015 collabora con Hiroshi Sugimoto e la Fondazione Fotografia di Modena per la realizzazione, ai Teatri Goldoni di Bagnacavallo e Masini di Faenza, delle nuove opere del Maestro sui teatri italiani. Nello stesso anno è incaricato dal Comune di Santa Sofia della progettazione della Stagione inaugurale del Teatro Mentore (incarico confermato anche per le Stagioni successive) e progetta e realizza lo spettacolo inaugurale del cantiere teatrale nell’Ex Gil di Forlì con l’interpretazione di Pamela Villoresi. Nel 2016 progetta e cura “Il cinema della verità”, rassegna di docu-film programmata al Ridotto del Teatro Masini di Faenza. Nello stesso anno riceve a Cervia il Premio “Romagna Festival” per la sezione Teatro. Gli altri premiati dell’edizione 2016 del Festival sono Gianfranco Brunelli (Musei San Domenico) per la sezione Cultura; Roberto Balzani (storico) per la sezione Storia; Roberto Cavallini (Il Ponte Vecchio) per la sezione Editoria. Viene inoltre riconfermato quale co-Direttore Artistico del Teatro Diego Fabbri di Forlì. Nel dicembre 2016 viene eletto all’unanimità e senza astensioni Presidente dell’Associazione Nazionale Teatri d’Arte Contemporanea (A.N.T.A.C. / Agis). Nel 2017 è membro della Giuria al Festival Internazionale del Cinema Documentario – Premio Marcellino De Baggis e viene nominato dal Comune de L’Aquila quale componente della Commissione di Valutazione dei progetti del Festival “I Cantieri dell’immaginario”. Nello stesso anno viene eletto Presidente della rinnovata Sezione Autonoma dello Spettacolo dal vivo dell’Agis dell’Emilia-Romagna. Nel 2018 viene confermata la sua co-Direzione Artistica del Teatro Diego Fabbri, avendo Accademia Perduta/Romagna Teatri vinto il bando emesso dal Comune di Forlì per la gestione del Teatro stesso per i successivi sei anni. Per il Teatro Diego Fabbri, insieme a Claudio Casadio. L’Arch. Alessandra Battistini e Raffaella Vignatelli, progetta il restyling del Ridotto realizzato da Luxury Living Group. Nello stesso anno è direttore del casting di Solo cose belle, lungometraggio di Kristian Gianfreda realizzato in collaborazione con Associazione Papa Giovanni XXIII. Nel 2019 collabora con il Comune di Bagnacavallo per la riapertura e restituzione alla città del Ridotto del Teatro Goldoni, ideando e realizzando un cartellone trasversale di Manifestazioni celebrative con eventi teatrali, musicali, letterari, cinematografici.

 

Sintoni, come sta vivendo questo momento?

Come tanti, chiuso in casa! Ma con una differenza in più: per me “casa” vuol dire anche “teatro”. Come per tutti gli artisti, maestranze, addetti a lavori. E siamo tanti, più di quelli che si possa pensare. La filiera è molto articolata. Quindi Le lascio immaginare…

Nella task force governativa, molti, con un pizzico anche di polemica, hanno fatto notare che ci sono pochi “veri imprenditori”. Totale l’assenza di uomini di cultura, di qualsiasi estrazione. Cosa le fa pensare questo?

A parte molto dolore e sgomento, la riflessione immediatamente conseguente è che forse rispecchia un po’ lo spirito di questi tempi. L’emergenza Covid-19 lo ha fatto solo esplodere. Probabilmente non si ha nemmeno consapevolezza di cosa rappresenta in termini di economia reale il mondo dello spettacolo dal vivo, cosa muovono questo tipo di Imprese Culturali in termini di fatturato diretto ed indotto. Abbiamo in tanti nel nostro settore profuso energie per produrre spettacoli di qualità, attrarre pubblico sempre più qualificato ed attento. Ma abbiamo dato per scontato che le Istituzioni pubbliche ci seguissero sempre con il medesimo spirito. Entusiasmo certo tanto…, ma non siamo degli “assistiti”, abbiamo necessità di aprire i nostri Teatri e di mandare in tournée in Italia ed in tutta Europa i nostri spettacoli prodotti. Soprattutto nei momenti di crisi, accade spesso che l’attenzione vada ad altri ambiti. Precarietà ed incertezza dominano, ahimè, ancora molto la scena. Forse è arrivata la volta buona per imparare la lezione, chissà! L’iniziativa ed il sostegno del Mibact, ma anche il sostegno della Regione e degli Enti Locali sono fondamentali, perché noi, oltre ad essere parte dello scheletro che sostiene il teatro italiano, agiamo sui Territori, in convenzione con i Comuni e garantendo qualità artistica e culturale ai cittadini.

Il Ministero (MIBACT) stanzia in prima battuta e per l’emergenza 130 milioni per lo spettacolo. Di cui 20 milioni per le attività extra-FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo). Ritiene sufficiente l’intervento?

Ben fatto, ma non basta. Certo alcune perplessità sorgono spontanee. Soprattutto dopo aver ascoltato i provvedimenti governativi che sanciranno la “Fase 2”. Musei, mostre e biblioteche riapriranno dal prossimo 18 maggio pur con le dovute cautele e precauzioni, i teatri purtroppo no. Dei teatri e dei cinema non si sa nulla e non si intravedono orizzonti. Possibile che non ci fossero anche qui soluzioni possibili? Un cronoprogramma, anche perfettibile con l’andamento, spero positivo, della curva epidemiologica sarebbe indispensabile. E non mi si parli di sostituire con lo streaming…il teatro è ben altra cosa. Certo, in queste settimane può essere stato utile interagire con il web per mantenere vivo un legame con il pubblico. Ma non è questa la fruizione che lo stesso pubblico si aspetta da noi che facciamo e organizziamo spettacoli. Ci vorranno idee, progetti e risorse per risollevare un comparto che rischia di uscirne totalmente a brandelli. Ma potrebbero aumentare anche a dismisura conflitti interni: fra realtà grandi ed altre magari più piccole. Ma non per questo meno degne di attenzione. Fra grandi centri metropolitani e città di provincia o, addirittura, di paese. Dove, in quest’ultimi in modo particolare, il teatro rappresenta spesso e volentieri un luogo di aggregazione e comunità, ancor prima che di spettacolo.

Cosa la preoccupa e spaventa di più per il futuro prossimo?

Preoccupa l’incertezza! A tutti è stato dato un orizzonte temporale, una previsione per potersi organizzare quando probabilmente si riaprirà. A noi dello spettacolo nemmeno questa! Mi spaventa, invece e non poco, cosa ne sarà del “teatro”, inteso come forma di massima espressione umana, nei prossimi anni. Il teatro è, di per sé, sinonimo di unione fra palcoscenico e platea, e fra i medesimi spettatori: vivere emozioni, nutrire lo spirito e la mente. Oggi, invece, sentiamo parlare solo di “distanziamento sociale” come unica soluzione possibile e praticabile: speriamo finisca presto!!!

Intervista a cura di Pino Management & Partners

 

 

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