Start up & coworking

“Per fondare un’azienda, ogni momento è un buon momento.”

(Ron Conway)


Il vocabolo start up, in questi ultimi anni tanto inflazionato, è meno conosciuto nel suo reale valore etimologico, cioè nella sua radice che significa "costruire sopra".

Fare impresa non è certo una novità riconducibile ai nostri giorni o segno di eccezionalità: si è sempre fatta anche nei tempi passati, in maniera sistemica dal periodo della “rivoluzione industriale” in poi, nei modi e nelle organizzazioni più diverse o correlate a cambiamenti sociali e politici.

Chiunque ha deciso nel corso della propria vita, da solo o insieme ad altri, di “avviare” qualcosa di nuovo ha, per così dire, “startuppato”: ovvero ha messo in moto quel processo virtuoso frutto di esperienze, di idee, d’intuizioni, di competenze, tale da fargli cogliere opportunità e pensare appunto di “costruire sopra” qualcosa.

Il termine start up, così contestualizzato ed anche staccato dall’esclusivo abbinamento a settori di innovazione e tecnologia, può essere riconfigurato nella vera accezione e significato originario: fare intrapresa in qualsiasi segmento merceologico, dal manifatturiero ai servizi, passando anche per ambiti insoliti come la cultura, senza preclusione alcuna.

Sono invece cambiati i tempi per fare impresa, sicuramente più complessi, che hanno generato nuovi modelli imprenditoriali, in particolare impiegati nei primi anni di vita dell’azienda (quelli più difficili), dove anche le possibilità d’insuccesso possono essere più elevate.

Ecco perché sempre più, oggi, sentiamo parlare di incubatori d’impresa (strutture pubbliche, private, miste, partecipate) deputati a far germogliare il primo seme dell’intrapresa di giovani o meno giovani e che possono avvantaggiarsi di comprovate, dedicate e trasversali professionalità interne o esterne.


La fase successiva, ovvero l’uscita dall’incubatore, rappresenta per la start up un altro momento delicato. Testata l’idea, validato il progetto d’impresa, non sempre il futuro imprenditore conserva quella forza economica e logistica per poter sostenere immediatamente l’intrapresa. Se per quanto concerne la sostenibilità finanziaria si può intervenire con tutti i moderni strumenti di venture capital, club deal, ricerca investitori private o industry , non minori difficoltà si possono riscontrare nella ricerca di una sede dove collocare l’attività. Soprattutto in una fase della vita aziendale ancora embrionale e sperimentale, il contenimento almeno dei costi fissi deve essere costantemente monitorato.

Pertanto, nel contingente, la prima soluzione possibile può essere quella di far transitare la nuova società in un coworking: uffici condivisi con altri imprenditori e professionisti. Per chi conserva immediate necessità logistiche, consente di poter contare su idonei ed attrezzati spazi per produzione, stoccaggio e magazzino. Inoltre offre la possibilità di poter usufruire, in outsourcing, di molteplici servizi: dalla segreteria e reception, a validi collegamenti e network nazionali ed internazionali ai quali ormai tutti i moderni coworking sono affiliati.

Dinamismo, collaborazioni e contaminazioni che possono svilupparsi all’interno dei coworking, diventano ulteriore linfa vitale per la start up, contribuendo a rafforzarne idee ed opportunità, validarne business ed asset strategici.

La “Pino Management & Consulting Studio”, nella figura dell’owner & founder, vanta un’esperienza ultra decennale di accreditamento e collaborazione con i principali incubatori, acceleratori d’impresa e coworking nazionali ed internazionali.

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